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FAQ

Quando è necessario aprire la Partita IVA?
La risposta dipende dalla tipologia di attività che intendi avviare. Se stai pensando di avviare un’attività occasionale, non è necessario aprire la Partita IVA. Ad esempio, se offri servizi sporadici, come consulenze occasionali, puoi farlo senza registrarti. Tuttavia, se la tua attività è continuativa e organizzata, come nel caso di un e-commerce, allora è fondamentale aprire la Partita IVA dal primo giorno di attività.
Conviene aprire la Partita IVA?
​La Partita IVA è uno strumento necessario per gestire il tuo business. Sebbene possa comportare costi burocratici, in molti casi è vantaggiosa. In particolare, il regime forfettario consente una tassazione ridotta (5%) rispetto all’Irpef (23-33%) per le prestazioni occasionali. Pertanto, se la tua attività genera un reddito significativo, aprire una Partita IVA potrebbe essere conveniente.
Quali sono i vantaggi del regime forfettario?
Il regime forfettario offre numerosi vantaggi, specialmente per chi avvia un nuovo business. Consente una tassazione agevolata al 5% per i primi cinque anni e semplifica la gestione contabile. Tuttavia, non è adatto a tutti; è importante consultare un commercialista per valutare se questo regime risponde alle tue esigenze specifiche.
Quali sono i costi per aprire la Partita IVA?
​I costi per aprire una Partita IVA variano in base al tipo di attività. Per alcune professioni, l’apertura può essere gratuita, mentre per attività commerciali o artigianali possono esserci spese di registrazione presso la Camera di Commercio. È fondamentale discutere i costi con il commercialista per avere un quadro chiaro.
Cosa fare se l’attività non va bene?
​Se la tua attività non funziona come previsto, non è un problema. Puoi chiudere la Partita IVA senza dover fornire motivazioni all’Agenzia delle Entrate. La chiusura comporta costi simili all’apertura, quindi non è una procedura complessa. È importante chiudere la Partita IVA piuttosto che mantenerla inattiva, per evitare costi inutili.
Quando si inizia a pagare le tasse?
Le tasse per i titolari di Partita IVA non vengono trattenute automaticamente come per i dipendenti. In generale, le imposte si calcolano alla fine dell’anno fiscale, e dovrai accantonare una parte dei tuoi incassi per coprire le tasse. È cruciale gestire bene il flusso di cassa e pianificare i pagamenti delle tasse.
Devo pagare i contributi INPS?
La necessità di versare i contributi INPS dipende dalla tua attività. Alcuni lavoratori autonomi devono versare contributi fissi, mentre altri possono avere contributi variabili basati sui guadagni. È anche possibile richiedere l’esonero dai contributi se si è già dipendenti e l’attività in Partita IVA è residuale.
Come fare le fatture elettroniche?
Dal 2019, è obbligatorio emettere fatture elettroniche. Puoi utilizzare il portale dell’Agenzia delle Entrate o software specifici per la fatturazione elettronica. La fattura deve essere inviata all’Agenzia delle Entrate per la registrazione, e il cliente riceverà solo una copia di cortesia.
In alternativa, lo Studio offre servizi per la emissione fatture elettroniche.

Cosa posso scaricare come spese?
La possibilità di dedurre le spese dipende dal regime fiscale scelto. Nel regime forfettario, non puoi dedurre spese specifiche, poiché esiste un coefficiente di reddito. In altri regimi, puoi dedurre solo le spese direttamente correlate alla tua attività. È fondamentale conservare le fatture per le spese aziendali per ridurre il reddito imponibile.
Qual è il limite fatturato annuale per il regime forfettario?
Il limite di fatturato (ricavi o compensi percepiti) per accedere e permanere nel regime forfettario è fissato a 85.000 euro. 
È importante notare cosa accade al superamento di questa soglia:
  • Se i ricavi o compensi superano gli 85.000 euro, ma restano al di sotto dei 100.000 euro, si fuoriesce dal regime forfettario a partire dall'anno successivo.
  • Se i ricavi o compensi superano i 100.000 euro nell'anno in corso, la fuoriuscita dal regime è immediata nello stesso anno, con conseguente applicazione dell'IVA e del regime ordinario fin dalle operazioni che hanno causato il superamento del limite. 
Oltre al limite di fatturato, esistono altri requisiti da rispettare per l'accesso e la permanenza nel regime, come ad esempio il limite di 35.000 euro lordi annui per i redditi da lavoro dipendente o pensione (confermati anche per il 2026). ​
come viene tassato un contribuente che ha aderito al regime forfettario
Il contribuente che aderisce al regime forfettario è soggetto a un'unica imposta sostitutiva (flat tax) calcolata su un reddito imponibile determinato forfettariamente. 
Il reddito imponibile non si calcola deducendo i costi effettivi, ma applicando un 
coefficiente di redditività ai ricavi o compensi totali percepiti nell'anno (principio di cassa). Il coefficiente varia a seconda del Codice ATECO che identifica l'attività svolta (Ad esempio. per i professionisti è al 78%).
L'unica deduzione ammessa dal reddito imponibile lordo sono i contributi previdenziali obbligatori versati.
Sul reddito imponibile netto si applica l'imposta sostitutiva con due possibili aliquote: 
  • 15% (aliquota ordinaria).
  • 5% (aliquota ridotta per i primi cinque anni di attività), a condizione che si tratti di una nuova attività e siano rispettati specifici requisiti. 
qual e' il limite di utilizzo del contante per l'anno 2026?
Nel 2026, è possibile effettuare pagamenti in contanti entro il limite di 5.000 euro. Il limite si applica non soltanto per i pagamenti tra privati per l'acquisto di beni e servizi, ma anche per i prestiti tra parenti. Il trasferimento superiore al limite di 5.000 euro può essere eseguito esclusivamente per il tramite di banche, Poste italiane S.p.a., istituti di moneta elettronica e istituti di pagamento.
In Italia, il limite all’utilizzo del contante ha l’obiettivo di consentire la tracciabilità dei pagamenti e contrastare l’evasione fiscale e incide anche in materia di oneri detraibili.
Quali sono le forme di agevolazioni previste nel nuovo resto al sud 2.0?
Sono previste le seguenti agevolazioni:
  • voucher a fondo perduto fino a un importo di 40.000 euro (elevabile a 50.000 euro)
  • contributo del 75% a fondo perduto per programmi di investimento che hanno un importo massimo di 120.000 euro
  • contributo del 70% a fondo perduto per programmi di investimento che hanno un importo compreso tra 120.000 euro e 200.000 euro 
Aprire la Partita IVA è un passaggio fondamentale per chi desidera avviare un’attività in Italia. È importante informarsi bene e consultare un commercialista per ottenere assistenza specifica.
​Se hai altre domande, non esitare a contattarci.
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